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Sali di Schüssler PDF Stampa E-mail
I sali di Schüssler

Senso e metodo della biochimica

Le origini

Nell'anno 1873 il medico tedesco dott. Wilhelm Heinrich Schüssler pubblicò nella "Allgemeine Homöopatische Zeitung" un articolo intitolato "Una terapia omeopatica semplificata", nel quale affermava di poter fare a meno delle medicine usuali e che si potevano utilizzare per curare anche solo dodici sostanze inorganiche "e precisamente sostanze fisiologiche funzionali dell'organismo". Egli basava tale affermazione sull'osservazione che "per mezzo di queste sostanze si può raggiungere il risultato nel modo più diretto".

Un anno dopo, nel 1874, Schüssler si decise a diffondere le basi della sua terapia omeopatica semplificata ad un pubblico più vasto. Nelle librerie comparve il suo opuscolo "Una terapia semplificata basata sull'istologia e la patologia cellulare". Posta in questi termini la sua teoria assunse un aspetto decisamente diverso. L'omeopatia non viene più menzionata. In seguito Schüssler scrisse: "Il mio processo di guarigione non si può definire omeopatico, in quanto è basato non sul principio della similitudine ma sui processi chimico-fisiologici che avvengono nell'organismo umano". Si tratta di quel processo che negli anni a seguire ebbe a definirsi biochimica.

Il concetto di fisiologia

Fisiologia (dal greco physis = natura) è la scienza che studia i processi chimico-fisici che avvengono negli organismi viventi. La chimica fisiologica si occupa delle sostanze che prendono parte a tali processi e dei loro effetti.

Breve biografia

Ma chi è questo dott. Schüssler? Nato a Zwischenahn, nell'Oldemburgo, il 21 agosto 1821, dove morì d'infarto il 30 marzo 1898. Della sua gioventù, trascorsa in condizioni modeste, non è noto molto, se non che egli visse per lo più impartendo lezioni di lingue straniere. Pur non avendo avuto la possibilità di dedicarsi agli studi superiori, conosceva in modo approfondito le lingue antiche e moderne. Un fratello maggiore in seguito lo mantenne agli studi di medicina, dove ben presto egli si interessò di omeopatia. Dopo i 30 anni iniziò, pur senza aver conseguito la maturità, gli studi alle università di Parigi, Berlino e Giessen, ultimandoli dopo due anni e mezzo. Studiò ancora per alcuni semestri a Praga, ma prima di potersi laureare, egli dovette superare l'esame di maturità presso il ginnasio di Oldemburgo, dove al termine gli venne rivolta un'espressione che oggi può sembrare alquanto insolita: "Signor dottore. Lei ha superato l'esame di maturità ottenendo il giudizio "molto buono". Un brillante esame di maturità.

Dall'omeopatia alla biochimica.

Dopo l'esame di stato, nel 1857, a 36 anni Schüssler viene riconosciuto medico generico e si stabilì a Oldemburgo. Durante i primi anni di attività, coronati da continui successi, egli si dedicó esclusivamente all'omeopatia. In quell'epoca egli contribuì notevolmente alla diffusione dell'omeopatia per mezzo di pubblicazioni. Schüssler però era anche un oppositore dell'omeopatia. Egli aveva le proprie idee, studiava e si sforzava di mettere a punto una "terapia ben delimitata" che si servisse solo di poche sostanze, contrariamente al grande numero di rimedi addottati dall'omeopatia.

Ai suoi esperimenti pluriennali in questo campo, si aggiunsero le nuove scoperte della medicina, i progressi nel campo della fisiologia ed anche la crescente consapevolezza delle connessioni biochimiche.

Tutto ciò contribuì gradualmente a radicare in lui che la vita non è che un'alternanza di fasi di salute e di malattia.

Sostanze minerali nell'organismo.

Un esponente di questa nuova corrente fu il fisiologo olandese J. Moleschott (1822-1893) che nella sua opera "Circolazione della vita" (1852) spiegò l'importanza dei Sali inorganici per l'organismo. In quest'opera si trova tra l'altro la frase: "La costituzione e la vitalità degli organi sono determinate da quantità specifiche di elementi inorganici".

Sali inorganici.

I sali inorganici, come ad esempio il sale da cucina, il nitrato d'argento e il sale inglese, sono composti privi di carbonio, mentre i sali organici e le altre sostanze organiche sono composti che ne contengono. Tra questi sono lo zucchero, il benzolo e l'alcool. In precedenza si riteneva che tali sostanze potessero essere prodotte soltanto da organismi viventi, convinzione smentita poi in seguito. La divisione tra chimica organica ed inorganica venne comunque conservata per scopi puramente didattici.

Patologia cellulare di Virchow.

Schüssler fu fortemente influenzato dal fondatore della patologia cellulare (patologia = studio delle malattie e delle loro cause). Le idee pionieristiche di R. Virchow (1821-1902), che continuano tuttora ad influenzare il mondo scientifico, sono incentrate sul concetto che tutta la vita, compresi anche i processi patologici, è basata su un unico tessuto, su uno "stato cellulare". Citiamo uno degli insegnamenti di Virkhow: "L'essenza della malattia è la malattia della cellula". Nel 1872 venne pubblicata la quarta edizione della sua opera "Patologia cellulare", un avvenimento che accadde proprio nel momento giusto per determinare in Schüssler un definitivo distacco dall'omeopatia, su cui egli si era basato precedentemente, e per fungere da incentivo nel completamento della sua nuova teoria della guarigione.

Schüssler era d'accordo con Virchow sul concetto che tutti i processi vitali, e quindi anche i mutamenti di organi e tessuti, abbiano origine nell'eccitabilità della cellula, e che perciò la causa e l'essenza di una malattia debbano essere ricercate fondamentalmente nell'attività delle cellule.

Terapia biochimica.

La constatazione che la normale attività di una cellula dipende da un normale contenuto di sali inorganici, fu per Schüssler un passo decisivo per la rielaborazione della sua teoria biochimica. Deviazioni dal contenuto fisiologico di Sali inorganici e nutritivi, ed in particolare una scarsità di questi, costituiscono la causa delle malattie. Pertanto, secondo la sua teoria, è necessario che il medico, in caso di malattia, somministri le sostanze inorganiche di cui il paziente risulta carente al fine di ripristinare l'equilibrio delle stesse. In questo senso non si deve necessariamente pensare ad una concreta "sostituzione di ciò che manca con ciò che manca", ma soprattutto alla somministrazione di uno stimolo, per comunicare alle cellule un'informazione che le metta in grado di assimilare in quantità maggiori dagli alimenti i sali inorganici indispensabili per il "mantenimento di un equilibrio interno costante". Alla patologia cellulare di Virchow, Schüssler affiancò la propria terapia cellulare; oggi non è difficile risalire alle idee di Schüssler. La funzione dei sali inorganici nel metabolismo, il ruolo dei microelementi e l'importanza di un'alimentazione equilibrata sono ormai universalmente noti.

Ippocrate e Paracelso

Le basi di una terapia biologica o biochimica di questo tipo vanno ricercate in tempi lontani. Esse risalgono ad Ippocrate (V-IV sec. a.C.) ed al più recente "impetuoso innovatore" del concetto di medicina, Paracelso (1493-1541).

La biochimica come disciplina delle scienze naturali

Tali premesse vennero notevolmente ampliate grazie ai contributi della biologia, della medicina, della fisiologia e soprattutto della chimica. Oggi sono parte integrante della biochimica generale, intesa come disciplina che si occupa delle leggi della vita, seconda la quale ogni manifestazione della vita, quindi anche qualsiasi malattia, ogni espressione intellettuale e stimolo spirituale, è collegata ad un mutamento chimico specifico interno ed esterno alle cellule. Le sostanze minerali che vedremo qui trattate svolgono un ruolo essenziale nei processi biochimici.

Oggi si parla di biochimica clinica: secondo l'insegnamento di Schüssler, questa ha il compito di ripristinale l'equilibrio chimico normale di un organismo vivente. Per questo motivo Schüssler si sentì autorizzato a far rientrare la propria terapia all'interno del concetto di biochimica da lui creato. Tale decisione va considerata in senso storico. Oggi il concetto di biochimica intesa come chimica biologica, chimica fisiologica oppure fisiologia chimica, è infinitamente più vasto di quanto Schüssler potesse immaginare.

Più di 100 anni di biochimica dopo Schüssler.

La limitazione determinata dall'epoca in cui Schüssler visse, comunque, non sminuisce la validità della sua terapia ormai affermata da più di 100 anni ed alle sue applicazioni pratiche non è necessaria alcuna modifica. Al contrario, Schüssler ha intuito diversi concetti che hanno potuto essere apprezzati dal mondo della medicina solo molto più tardi. Quanto al resto, si trattano di questioni puramente interpretative.

Una terapia naturale priva di rischi.
Schüssler ed i suoi successori dimostrarono che il loro repertorio biochimico possiede una gamma di applicazioni terapeutiche molto vasta. Si tratta di rimedi chiari, privi di rischio, completamente in sintonia con l'uomo e "naturali" nel senso più completo del termine. I limiti della terapia biochimica sono dati dalle scoperte degli ultimi decenni, della chemioterapia, del trattamento fisioterapico, della chirurgia, della ginecologia, ecc., scoperte che nessun terapeuta può fare a meno di prendere in considerazione.